meraviglie 

Hope School

Quattro tempi dedicati al metodo di lavoro dell’economia della speranza : immaginare, inventare, conoscere, agire

28/02/2019 - 24/01/2020  



Responsabile del laboratorio
Domenico Cravero



ATTIVITA' DIDATTICHE

PARTICOLARITA'
La speranza è forza e propulsione sociale
E’ una forma di desiderio, saldamente ancorato alla volontà di affrontare l’incerto. Chi spera crede che un altro mondo è possibile e prova a costruirlo. Speranza è il desiderio intenso di qualcosa che diventa vero attraverso l’azione.
La speranza è un pensare che fa e un fare che pensa.
L’economia della speranza può diventare così un metodo di lavoro a quattro fasi (immaginare, inventare, conoscere, agire) abbinabili ai quattro passaggi dei riti d’iniziazione descritti dall’antropologia culturale: la distinzione, la separazione, la liminalità, l’integrazione.

- Immaginare (La distinzione) con Manuela Robazza - Presidente nazionale Ciofs-Fp

Le immagini hanno una loro forza e potenza (Le immagini del potere sono un esempio evidente del potere delle immagini). Le immagini fanno sentire e aiutano a prevedere ciò che potrà divenire (e non solo capitare). La speranza non coincide, infatti con l’ottimismo, ma con la determinazione a pre-vedere il già del non ancora.

Laboratorio 1: Il teatro dell'immaginazione (con Cristiana Pavesio).
Laboratorio 2: Il racconto, il pensiero visuale, il tag line, il brand (con Giovanni Crivello).
Laboratorio 3: Dalla Big idea al processo (con Domenico Cravero)

- Inventare(La separazione) con Silva Vacca Presidente nazionale SEC

Occorre “separarsi” dal già fatto, dai risultati ottenuti, dalla pratica stabilizzata. Invenzione è la produzione mentale di un nuovo oggetto mai finora pensato. Questo nuovo livello permette di ricominciare un altro ciclo d’immagini per affrontare l’ambiente. Nella storia le invenzioni scientifiche e tecnologiche hanno sempre cambiato il modo di vedere il mondo.
La fisica dell’invenzione è da sempre intrecciata con la metafisica del pensiero.

Laboratorio 1: Dall’idea al brevetto (con Giovanni Crivello. Mario Sacchetto).
Laboratorio 2: Ecologia dell’invenzione, invenzione nell'ecologia (con Roberto Cavallo).
Laboratorio 3: I cicli dell’invenzione (con Domenico Cravero)


- Conoscere(La liminalità) con Carlo Cottarelli Economista - Univ. Bocconi

Si partecipa solo se si conosce. “Che cosa posso sperare?” è una domanda indisgiungibile dall'altra: “Che cosa posso conoscere?”.
Sono due le vie della conoscenza : l'istruzione (ex-ducere = continuare a fare (ducere) più volte (ex) finché si impara)e la formazione (E-ducere = tirare fuori, fare sorgere, far nascere e crescere). Il primo significato appartiene al sapere in vista del saper fare, al dominio delle conoscenze e delle competenze. Il secondo riconosce esplicitamente la dimensione simbolica, non immediatamente pratica ma culturale. Ci sono processi vitali che "fanno crescere", che cambiano la condizione di partenza (“mutano la forma”), che fanno essere. Trattandosi di un vero cambiamento della persona, in evoluzione ma anche in rottura con la storia precedente, questa forma di conoscenza ha una struttura complessa (è un vero processo) dove possono essere distinti tre elementi: la riflessione, l'autoefficacia e lo stile di vita (il gusto, l'estetica).
La speranza agisce anche quando sfuma la conoscenza: è riorientamento dall’incertezza quando si esaurisce l’orizzonte della conoscenza.

Laboratorio 1:Si conosce partecipando (con Elia Pirriatore).
Laboratorio 2: Le competenze e le conoscenze (con Giovanni Crivello).
Laboratorio 3: Istruzione, formazione, stile (con Domenico Cravero)

- Agire(L’integrazione) con Federico Feyles Imprenditore

La speranza è realista, non si pone obiettivi di pura fantasia, non ama le utopie.
Il primo valore dell'azione consiste nel mettere in relazione. L'azione permette di raccontare e il racconto ridisegna identità. Dotato di senso è solo l’agire, non il fare, che non trasmette alcun senso.

Laboratorio 1: Agire in economia civile (con Christian Giordano).
Laboratorio 2: L’agire imprenditoriale (con Giovanni Crivello).
Laboratorio 3: L’azione come essere-con-gli-altri (con Domenico Cravero)

* Per un'economia bella:
La bellezza della vita giusta esalta l’umano. Non c’è etica senza estetica, afferma il non ancora; non c’è bellezza senza etica, mostra il già che esiste.
L’economia è scienza grande perché può rendere più bella la terra.
È istruttiva l’evoluzione del marketing... Il nuovo marketing è orizzontale, inclusivo e sociale. Nella relazione faccia a faccia o nella corrispondenza via web sono importanti l’affetto per clientela, il senso di altruismo, l’onestà e l’umiltà.
Senza le virtù, oggi non si vende, perchè Senza fiducia non c’è economia.


PROPOSTA
I laboratori sono così organizzati:

Prima giornata
- 14,30: Accoglienza
- 15: Introduzione metodologica al tema
- 15,30: 1° laboratorio
- 17,30: incontro con il docente - dibattito
- 19: Sintesi dei lavori
- 19,30 break gastronomico
- 21 Teatro filosofico

Seconda giornata
- 9 introduzione ai lavori
- 9,30: 2° Laboratorio
- 11 lavoro assembleare
- 12,30 pranzo
- 14,30: 3° Laboratorio
- 16,30 Sintesi e conclusione.

COSTI:
- Iscrizione per il modulo: 50€
- Pensione completa: 45€
- Pranzo 12€ - break 10€


NOTA
 La Speranza, desiderio intenso di qualcosa che diventa vero attraverso l’azione, si organizza quando s’incomincia a intravedere nell’azione collettiva il cambiamento possibile.
La speranza diventa virtù civica perché produce bene comune e unisce le persone in azione concrete. Senza speranza non c’è futuro, perché solo chi spera crede che un altro mondo possa essere immaginato e prova a costruirlo insieme agli altri, in una visione comune.
Nelle condizioni umane svantaggiate, nella fragilità psicologia e sociale s’impara a risorgere, a generare spazi di libertà e creatività.
Emergono nuovi racconti in storie d’impresa solide e agili, che riaccendono il movente ideale, che attraggono nuove persone nello spazio creativo della vocazione d’impresa. La crisi economica ha sollecitato, infatti, una fioritura di nuove idealità, passioni, carismi. L’ economia della speranza si colloca in questo grembo generativo.
Le motivazioni interiori hanno effetti importanti nelle analisi e nelle pratiche economiche. L’economia della speranza sviluppa imprese e genera economie che appartengono al vasto movimento dell’economia civile.
I lavoratori sono intrinsecamente motivati all’attività economica, in senso umano e civile. Sono invece relativamente meno motivati ai soli vantaggi economici individuali e più sensibili alla qualità umana del loro lavoro.
Ogni obiettivo di evoluzione e di crescita è perseguito senza perdere la propria identità, cioè la fedeltà alla missione ideale.
Coerente al metodo dell’economia della speranza è contare sulla lealtà di lavoratori motivati, contrastando il deterioramento provocato dal prevalere del solo profitto. La forza delle motivazioni ideali, anche solo di un numero limitato di persone, incide efficacemente sulla gestione di un’impresa e sui comportamenti dei meno motivati.

La metodologia della speranza nell’impresa economica rende capaci di vedere quello che altri non vedono.
L’, immaginazione anticipa il futuro e stimola la creatività: nella speranza si vede di più e diversamente. Nel piccolo e nel difficile, la speranza fa vedere qualcosa di grande e di bello, per cui spendersi. Si rimane al proprio posto quando è difficile, non si fugge dalle responsabilità, si trasformano le ferite della vita in opportunità. La speranza però non è utopia.
È immaginazione ma non fantasticheria. Esige quindi un metodo rigoroso e operativo, addestra ad affrontare gli ostacoli, a non aggirarli o a sentirsi vittime impotenti ma protagonisti del lavoro e del mercato.

La questione del senso è oggi il terreno su cui si misurano anche le crisi ricorrenti del capitalismo postmoderno: “A che pro l’accumulo di ricchezza? Perché lo sperpero delle risorse? Che ne sarà del degrado del pianeta?”. La cultura moderna ha pochi strumenti per esprimere la dimensione trascendente, al di là di un’indefinita fede nel “progresso” o di un’alterna euforia per la novità. L’ideologia e l’integralismo religioso, da parte loro, sfrutta la verità del Mistero come forza d’identificazione e contrapposizione.
Esiste un orizzonte d’incalcolabile che la scienza non può dirimere. Questo orizzonte è la speranza, la quale nel qui e adesso vede sempre in azione il non-ancora. La speranza è dunque la forza e la forma dell’azione. Va però coltivata. La terra è di tutti.
Siamo ospiti e, solo a determinate condizioni di empatia ecologica, possiamo abitare il pianeta senza distruggerlo. Incoraggiare l’apprezzamento della natura, considerarne la proprietà, richiede non solo formazione continua e l’esempio di buone prassi ma anche consuetudini e riti per la costruzione dell’umanità

Lidia Cassetta, Manuela Robazza, Silva Vacca, Carlo Cottarelli, Federico Feyles,Giovanni Crivello, Domenico Cravero