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IL TEATRO



La performance è un'arte comportamentale che, mettendo in scena le capacità performative del corpo, sviluppa una riflessione critica sulla cultura e sulla società, attraverso il corpo, alla sua inesauribile capacità di produrre simboli, valori e significati.
Performare significa portare a termine, compiere, realizzare. Mediante l’evento performativo si porta alla luce ciò che nella normalità è inaccessibile, si comunica ciò che invisibile all’osservazione e impenetrabile al ragionamento. Le performance culturali offrono importanti chiarimenti sui modi in cui i temi e i valori culturali sono comunicati anche nei processi di cambiamento sociale. Diventano un “non luogo”, un “non tempo” che prefigura nuovi possibili territori da abitare. Traspare la società al suo “modo congiuntivo”: il volto giocoso del fantasticare.
In conseguenza di un mutamento sociale, drammatico perché epocale, attraverso la messa in scena del corpo e il racconto di sé, è possibile operare una riflessione critica su alcuni aspetti nuovi, inediti della socialità e formulare una sorta di commento sociale sulla vita e sul mondo.
La narrazione e il dramma culturale possono aprire un varco e produrre un diverso senso culturale.
La performance è tanto più convincente ed efficace (e da estetica si trasforma in sociale) quanto meglio gli elementi sono combinati ed armonizzati: i testi hanno piena attinenza alla vita vissuta de partecipanti, le simbologie esprimono direttamente la verità dei testi e sono collegati alla realtà sociale, la partecipazione è attiva, attori e spettatori si fondono in un unico e vibrano all’unisono. Nelle performance riuscite i ruoli simbolici che attivano la partecipazione, le parole sono percepite come rivolte alla propria persona, le metafore e i simboli vere e immediati.
Il vissuto emozionale non funziona solo come uno specchio riflettente ma diventa esso stesso un agente attivo di cambiamento.
Nella frantumazione dei legami e nell’insicurezza affettiva dell’individualismo, questo tipo di performance produce una comunione di massa che supera la frammentazione e fa sentire vive le persone.
Le performance efficaci possono dare vita a veri processi di iniziazione che permettono di vivere nella società complessa e individualizzata le stesse tappe essenziali indicate e descritta dall’antropologia culturale. Possono, cioè, risvegliare un’intensa espressione di sentimento “illecito” (separazione), allo scopo di poter applicare la liberazione emozionale a valori legittimi e costruttivi in una fase successiva (transizione) e quindi rinnovare significati e ricostruire qualità morali (incorporazione). Detto ancora in altri termini, la ritualità performativa con le sue regole induce un passaggio (transizione) attraverso un’esperienza liminale, dove l’indicativo della quotidianità diventa il congiuntivo dell’aspirazione, del desiderio e si dischiude una possibilità, un’ipotesi che si annuncia come irresistibile.
Attraverso la distruzione e la ricostruzione, cioè la trasformazione, avviene un riordinamento del vissuto mentale ed emozionale (incorporazione). La congiuntività ritorna così indicatività.
In quanto “modello” il rituale delle performance estetiche (che agisce anche a livello inconscio) può inscrivere un ordine delle menti e nelle volontà di coloro che vi partecipano, può anticipare o addirittura generare il cambiamento sociale. Nelle performance estetiche avviene sempre una separazione dalla vita quotidiana, in particolare dall’ansia della prestazione e dalla soggezione del controllo sociale.

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Questa scheda  è stata redatta in Data:  03/11/2108

 

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